A CHI E’ STATO SBATTUTO FUORI CASA SERVE UN PARACADUTE, IN GIRO VEDO TROPPI ANNUNCI DI VENDITA ALL’ASTA DI ABITAZIONI DI MASSETANI. I COMUNI DELLA MEDIA VALLE DEL TEVERE ADATTINO PARTE DEL LORO PATRIMONIO IMMOBILIARE PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA

È necessario trovare degli spazi per accogliere le persone e le famiglie che vengono sfrattate dalla propria casa che diventa, in pochi minuti, proprietà delle banche. Questa è una emergenza che riguarda sia Massa Martana, sia diverse sue frazioni: sono troppi gli annunci di vendite all’asta di proprietà di cittadini massetani, persone che hanno perso il lavoro o alle quali qualche attività privata è andata storta. A me non interessa il motivo per cui questi nostri concittadini si trovano nei guai. Vorrei però dar loro una sistemazione, per qualche mese, per evitare loro di trovarsi per strada dalla mattina alla sera.

Mi è capitato di vedere situazioni dove, in cinque minuti, è stata cambiata la serratura del portone e le persone sono costrette a dire addio alla loro casa per cui hanno fatto sacrifici. Scene strazianti, non immaginabili al momento della firma di un mutuo. Tutto può succedere, ma il dovere di una comunità sarebbe quello di non abbandonare questa gente. Le inaugurazioni di immobili che servono solo per caricare altri debiti, mutui e prestiti sulle spalle dei cittadini massetani, quelle “di fuffa” con tanto di fanfara, fiori, forbici e fascia tricolore, noi della Lega le lasciamo volentieri al Pd.

Immagino un paracadute temporale di almeno 3 mesi per i singoli e 6 mesi per le famiglie, in modo che gli sfrattati dalle banche possano avere il tempo di riprendersi psicologicamente e poi anche materialmente, fin dove possibile. Bisogna interessarsi di problemi seri come questo: la perdita della casa, mi sembra, sta diventando troppo frequente anche in piccole realtà come la nostra, visto che la crisi economica ha distrutto molte attività produttive, specie piccole e medie e chi è titolare di partita Iva è in sofferenza.

Chi guida un Comune dovrebbe adattare una piccola parte del patrimonio immobiliare pubblico per far fronte a emergenze del genere. Su progetti come questo si potrebbe collaborare sia con altre Istituzioni, sia con la Chiesa cattolica e spero che ciò avvenga in tutti i comuni della nostra Media Valle del Tevere.